Un grande bottino di esopianeti

Individuati in un sol colpo 44 pianeti al di là del Sistema Solare! La scoperta aiuterà gli astronomi a migliorare i modelli dei sistemi planetari e a indagare sulle atmosfere dei mondi alieni in generale. Nuove tecniche sviluppate per convalidare la scoperta potrebbero rendere più rapida la conferma di altri candidati esopianeti.

Un team internazionale di astronomi ha raccolto dati della missione K2 del telescopio Kepler, dell’osservatorio Gaia dell’ESA e di vari telescopi a terra, riuscendo a confermare l’esistenza di 44 nuovi mondi extrasolari, e descrivendone vari dettagli. “Ad esempio quattro dei pianeti orbitano attorno alla loro stella in meno di 24 ore”, spiega John Livingston dell’University of Tokyo, a guida dello studio. “In altre parole, un anno su ognuno di questi pianeti è più corto di un giorno qui sulla Terra”. “È stato gratificante individuare così tanti pianeti piccoli. Sedici esopianeti hanno dimensioni simili alla Terra, uno in particolare si è rivelato molto piccolo, delle dimensioni di Venere. Ed è stata una bella conferma, dal momento che il pianeta è vicino al limite di ciò che è possibile rilevare”.

I pianeti scoperti grazie al telescopio Kepler sono stati individuati con il metodo del transito, che rivela il passaggio di un pianeta di fronte alla sua stella madre, sfruttando il fatto che tale transito provoca un calo della luminosità stellare. Tuttavia altri fenomeni astrofisici possono provocare un calo di luce, quindi sono necessarie osservazioni successive e dettagliate analisi statistiche per confermare la natura planetaria dei segnali. Osservazioni effettuate al Kitt Peak observatory in Arizona hanno consentito di caratterizzare le stelle che ospitano i pianeti e di escludere i falsi positivi. La combinazione di analisi dettagliate dei dati dei telescopi utilizzati nello studio, tra cui il satellite Gaia dell’ESA, ha permesso di determinare dimensioni e temperature dei pianeti. Le scoperte del team includono 27 candidati esopianeti aggiuntivi che attendono conferma. “Indagare su altri sistemi planetari può aiutarci a comprendere come si sono formati i pianeti, e persino il nostro Sistema Solare”, conclude Livingston. “Lo studio di altri mondi può insegnarci molto sul nostro”.

Fonte Universo Astronomia di Barbara Bubbi

Credits: NASA/W. Stenzel

https://www.sciencedaily.com/releases/2018/08/180807095123.htm

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